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il grazio sono io -- fate un po' quello che vi pare, lasciate commenti, suggerimenti, insulti e magari il numero di telefono di qualche bella fanciulla!!!

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David Chisesiwrote:
Sept. 30
Szymczyk .wrote:
devi essere uno con le palline quadrate per scrivere tutta quella roba. AUGURI.
Apr. 20
Ele wrote:
Ho pensato molto prima di decidermi a premere questi tasti. Non so se mi abbia spinto la quantità di alcool che mi attraversa il corpo o la pazzia che mi pervade la mente. Avrei preferito che scrivessi tu per me. Ancora una volta.
Invece l'ho fatto io. Ho spiccato il volo. Avevo molte cose da dirti, ma tutte naufragano nel Montenegro e il mio pensiero annega.
Dovevo scrivere. Oggi. 30 giorni prima del 15. 30 giorni prima di..
Ho imparato tutto quello che potevo. Il resto spetta a me.
Ora rimane solo la speranza di ricevere una motivazione per riaprire questa pagina
Non ti scriverò che "passavo di qui per caso" (io non faccio mai nulla per caso,) nè che "il tuo blog è molto bello" nè che "spero passerai a trovarmi" nè "kiss". Non ti scriverò nulla di più. se non grazie.
Apr. 15
Siamo stati sfortunati,purtroppo prevedevo quel risultato,il PD ha dovuto portare lo strascico della caduta del governo xk molti purtroppo lo associano senza fare la giusta differenza! non resta che augurarci di non andare troppo nella merda adesso!da qui...che Dio ce la mandi buona!
un bacione e grazie del commento!
Apr. 15
Ginawrote:

Ciao passavo d qui per caso e ti ho voluto lasciare

un soffio della mia visita!

spero he passerai a trovarmi al più presto.

e pe favore se ti va votamiiiiiiii!!!

grazie un beso!!!

Apr. 12
Apr. 10
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Non i miei preferiti... quelli che guardo
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September 12

Desideri di stelle cadenti

Di fronte alla visione di una stella cadente esistono 2 categorie di persone: quelle che se ne impadroniscono, esprimono un desiderio e lo rinchiudono, al posto dell'immagine della stella, nel baule dei loro ricordi; e quelle che, invece, osservando con meraviglia lo spettacolo sopra la loro testa sperano soltanto che tutto il resto dell'umanità possa aver goduto, insieme a loro, di un tale spettacolo.
I primi non si vedranno realizzare il loro desiderio, perchè puniti per il loro egoismo.
I secondi non si vedranno realizzare nessun desiderio, poichè non ne hanno mai espresso uno.

August 18

Non è bello ciò che piace ma è bello ciò che si deve conquistare

(Consapevoli false bugie su se stessi)

 

Entrando in un bar l'ultima cosa alla quale si pensa è il bagno. Tanto è sempre in fondo a destra.
Non si pensa al bagno perchè il bagno è il primo luogo che porta alla mente ricordi. Entrando in un bar un ubriacone come me si aspetta di dimenticare, si aspetta di annegare in cristallini tulipani le angoscie che fino a lì lo hanno trascianato.
Hanno tutte un nome famminile; come gli uragani che si abbattono in agosto sulla costa atlantica degli Stati Uniti. Onde alte decine di metri che in ore funeste spazzano via tutto, mentre abbronzati turisti sono intenti a spazzolare il buffet durante l'happy hour. Anche le onde sono tutte femmine.
Mondo lesbico: onde che fanno l'amore tra di loro con eccitati vortici voyer che sanno che il loro momento è finito; non resta altro che sfogare la propria rabbia sulle case. Sanno anche che quell'amore saffico finirà come sono finiti tutti gli altri, ma che saranno altri vortici l'anno successivo a godere di quelle grazie muliebri che torneranno a ricevere dalla vita prego mascolini.
Suicidio inevitabile.
Meglio ordinare un'altra grappa sapendo che il risultato sarà di finire in quel bagno che si era ignorato, dove i ricordi possono immediatamente essere vomitati. Ecco il vero significato della parola rigetto.
In fondo sporgere la testa sul water è un esperienza come un'altra. C'è gente che guarda i bacille al microscopio, c'è chi guarda le stelle col telescopio e chi si specchia nell'acqua del water. Romantico: la luna nel water.
Meditare come soluzione?
Io medito spesso: medito sul passato; medito sul presente; medito sul divano.
Avrei dovuto meditare un po' di più prima di prendere e partire per un viaggio che si è rivelato inutile. Come quello di ieri. E quello dell'altro ieri. E ancora il giorno prima.
Lo so, purtroppo, quando mi innamoro è come quando sono ubriaco: divento ripetitivo e poi mi passa. A volte mi passa solo la ripetitività, altre anche l'innamoramento.
Allora eccomi di nuovo arrogante.
Le cose perse non si recuperano neanche coi rimorsi. I rimorsi non servono a niente. Non ti migliorano di fronte agli specchi dei bar. Tra carta igienica e cartelli con la scritta "si prega di pisciare nel water", i rimorsi sono morsi dati di nuovo. Sono baci dati coi denti fino a farsi male. Fino a sanguinare.

Ordino un'altra grappa sperando mi aiuti a lavarmi il sapore di sangue dalla bocca.


June 08

Pillole di poca saggezza in profili mancanti

Era lì, srotolato sul liscio e scuro comodino di palissandro nella penombra di un stanza illuminata dalla flebile luce che filtrava attraverso le fessure della serranda abbassata.

Era lì, squarciato da unghie troppo lunghe e frettolose.

Era lì, squarciato: triste giustificazione del suo inutilizzo.

Lasciava nell'aria della stanza quello scialbo e dolciastro odore di metyl-butanoato che viene utilizato per ricreare chimicamente l'aroma di mela verde; caratteristica decisamente insolita per un esemplare gratuito da 1° dicembre.

In attesa che il destino sopraggiungesse e di vedersi protagonista di un viaggio nella pattumiera se ne stava lì, abbandonato, nella condizione di servo che si ribella a coloro che deve preservare, in pace con sè stesso e con l'ambiente circostante, avvolto nella viscosità del liquido lubrificante e senza nemmeno più il profilo di un profilattico.

June 25

Colpi di coscienza

Vi è per tutte le passioni un tempo in cui esse sono soltanto funeste, in cui deprimono le loro vittime con il peso della stupidità - e un tempo, più tardo, assai più tardo, in cui si sposano con lo spirito.
 
Naufrago nel rimandare le questioni importanti per me
Pieno di pensieri
Tante colpe
Sono ancora in fase novizia
 
Una volta, a causa della stupidità insita nella passione, si faceva guerra alla passione stessa: si congiurava al suo annientamento - tutte le antiche mostruosità morali concordano unanimemente sul fatto che <<il faut tuer les passions>>.
 
Compro regali che non ho mai comprato
Pieno di pensieri
Troppe attese
Sono d'accordo col la storia
 
(F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli)
 
 
Teardrop_by_trickyguy
June 18

Loving on last line

(Il segreto è nel dettaglio)
 
Soli da Re Leone dipingono nuovi cieli in viaggi sempre più estivi.
Contorni di scarpe, vestiti ed occhiali alimentano sudori di malinconia passeggera pronta a ripiombare nella più carnale propulsione interrogativa sul cosa sia giusto e cosa sbagliato.
Passati deliranti insegnano mezze menzogne scritte senza convincimento; esami presenti sostengono che il segreto è nel dettaglio.
Ogni volta correre per rispettare la puntualità evadendo le scandenze autoprefisse scompensa i respiri e ruba il tempo alle parole pensate, forse per evitare bruschi abbassamenti di gaudio.
Ma non si riesce a nascondere nulla.
 
Sembra sempre più il voler riparare ad errori con altri errori; soglia di tolleranza in costante diminuzione.
Il fiato l'ho speso tutto in atroci partite di calcetto, tradimento di amori intellettuali.
 
Le corrieriere antiche hanno un'anima nella ruggine. Sono tutte uguali: arancioni, scomode, scritte ovunque e i vetri pieni d'acqua.
Però permettono cadute accidentali o no che, seppur evitate, lanciano segnali luminosi. Fari da inseguire nella notte.
Tutti vivono di giorno, al tramonto.
 
Palla di natale; mongolfiera. La fine me la sono persa.
 

quandoarrivaletateyx5ce9

May 13

Lucciole in cerchi di fumo

I desideri non si avverano mai
Teorie e superstizioni magistrali insegnano loro stesse e i loro limiti.
Ho visto fiumi di parole su leggi per salvare il mondo, dove solo un hammer giallo potrà percorrere le strade.
Con la benziana gratis.
 
Mi ritengo fortunato dal poter scroccare quasi tutte le settimane i rischi di folli corse.
Legate a quelle parole bofonchiate che non possono essere sentite vi è un mondo, segreto ma non troppo, che è in costante conflitto con sè stesso. Guerre civili che sconvolgono il quieto vivere si collegano con quelle passate e realistiche al fosforo bianco.
Mi attendo chissà quale ruolo di co-protagonista di realtà immaginarie che come sempre si intrecciano nelle pellicole della storia moderna.
Finisco coll'annegare in quel percolato di rabbia, gioia ed amor proprio.
 
Voglio cambiare la mia dimensione in quella di viaggiatore di luoghi vicini, cercando di recuperare un altro piacevole casino della mia vita, legato al successivo superiore dall'amore per i rombi di un motore diverso, da momenti di complementarità sentimentale e dal sesso fatto nei posti più strani e differenti.
La prospettiva di un viaggio a Jesolo con avvelenamento serale e post-consolamento tra ricordi e abbracci mi tiene col fiato sospeso.
Attesa. Respiro rapido tra fragranti sapori d'assenzio per alleggerire i miei pensieri e renderli meno distanti e conflittuali.
Forse ho solo sbagliato desiderio.
May 06

La perfezione non è nell'ordine

Fantasie letterali mi spingono in un'erotica dimensione di riporto dove i capelli volano liberi al vento quasi delusi dalla gravità
Remo in oceani di spazzatura puzzolente comodi come materassi in lattice
Attacco ogni spazio libero
Osservo l'altrui dolore
 
Io non muovo la matita; è il foglio che da sotto scivola disegnando lettere e parole
Una miriade di particelle di grafite intasano l'aria e i polmoni
Energie inquinate e cataclismi sentimentali
Osservo le altrui lacrime
 
Io non batto sui tasti; sono loro che attirano nel giusto ordine le mie dita
Ticchettii e trilli non sentiti
Smania della conquista
Osservo le mie fantasie
 
La mente ad un apparentamento che può non fare piacere
Il ricordo è quello
La giornata difficile, il finale mozzicato, la promessa ingannatrice, la fine.
La tua felicità è la mia...

Sfiga...

Tutti nudi
Tranne il re del mondo

Heart_Voodoo_by_auree

April 19

Il primo mazzo di chiavi

Qualche mese fa una persona mi fece notare il velo di malinconia che aleggiava sopra ogni mio testo. Le risposi che non era la mia, ma quella che volevo suscitare nel lettore per creare quel senso di pathos e di ricerca di una conclusione che lo potesse tenere incollato alla lettura.
Mi sentii rispondere che un mio testo sarebbe risultato ancora più bello e accattivante se fossi riuscito a esprimere tutta la gioia, tutta la felicità.
Il rispetto che ho per le opinioni altrui, ma soprattutto per quelle parole che fuoriescono dalla morbida perfezione di quelle labbra, mi ha spinto ad impegnarmi nell'assidua ricerca di un testo che potesse esprimere tali sentimenti. Ho impiegato mesi per pensare alle parole che avrei potuto usare, alle vocali, alle vibrazioni che avrei dovuto suscitare, alle scorrevolezza del testo e alle singole pause per la respirazione.
La verità è che dovevo trovare soprattutto un argomento che mi desse la possibilità di essere felice; dovevo scrivere di qualcosa che mi aveva già reso felice; di qualcosa di semplice e che tutti potessero capire. Ora, ecco qui.
 
So che le immagini che vi susciterà questa lettura sono quelle giuste: proprio quelle che ho voluto che la vostra mente visualizzasse; perchè ognuno ha le proprie immagini che io provvedo solo a portare verso un meraviglioso filo conduttore, che non è la felicità, non la gioia; è l'allegria.
 

Quello è il vero giorno della maturità; per tutti. Quando hai il tuo primo mazzo di chiavi in mano ti senti il padrone del mondo o ancora meglio il padrone di casa, che per un bambino è anche di più. E poi le chiavi sono coì meravigliosamente lucide, scintillanti, graffianti; sembrano ancor più un tesoro.
Non si ricorda mai il giorno preciso, ma esso esiste sempre: vi è sempre un giorno in cui eri senza e un successivo in cui le avevi.
 
La fatica che ti costringeva ad usare entrambre la mani per aprire la porta blindata di casa non è un ostacolo bensì lo sprono per vedere con occhi di conquistatore il paesaggio più ricorrente della tua vita. Ma tutto assume un'aurea di pace, dorata come lo scintillio delle monete nei forzieri dei cartoni animati.
L'amico fraterno diventa il tintinnio che, sottile come vibranti vocali di allegria tra i denti, ti accompagna fedelmente facendoti abbracciare con gioia ideali di liberà. E vuoi tutte le chiavi possibili: dei cantinini, dei lucchetti delle biciclette, della cassetta della posta; non puoi fare a meno dell'accompagnare il tuo tesoro con innumerevoli portachiavi colorati delle più svariate forme. Il tuo deve essere il mazzo più grande e più pesante di tutti.
Sei felice così. Camminare con il tuo mazzo di chiavi in tasca ti fa sentire sempre a piedi nudi sull'erba fresca e con un meraviglioso arcobaleno sulla testa. I sorrisi ti sembrano più ampi e smaglianti, il suono dei fischietti più dolce, lo squillare del telefono più gradito. Gli uccellini sono tutti aquiloni colorati.
Vivi in un mondo di api che non pungono e bambini dai candidi vestiti che le rincorrono spensierati, impazziti nella loro più totale saggezza.
 
Il rapporto col proprio primo mazzo di chiavi ha qualcosa di mistico ed erotico.
 

*Ad Anto con la speranza di non aver sprecato nulla di tutto ciò che avrei potuto cogliere da quell'osservazione.
April 16

In biro veritas

In attesa di una donazione, di un sorriso. Lieve alleggerimento gravoso in una tetra giornata postelettorale.
 
Giro e rigiro la biro tra le mie mani cercando di darle un senso; di dare senso al tutto.
Un incubo. Forse nessuno ha fatto davvero abbastanza, nemmeno io. E dire che ero stato bravo.
Niente.
L'inizio della fine.
 
La tristezza è arrivata a squarciare attimi di gioie sentimentali placabili dall'infinito.
Il destino non esiste. Cercherò un altro capro espiatorio.
Il problema è che sono incredulo. Credo nell'intelligenza. Nella mia prima di tutto; ma non vorrei sentirmi solo.
 
Eccomi qui.
Immerso nella folla.
Contenuto asettico di una confettura di genti. Scialbi ragionamenti di responsabilità.
Muffa. Sopra.
Io sotto. A consolarmi con la provenienza della biro.
April 14

Rispetto per la punteggiatura

Sembra ieri
Giornata di abissi amazzonici
Percentuali di immobili indecisioni
Diritti e doveri da adulti e responsabili
 
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  -~--~                   ~---__|,--~'                  ~~----_____-~'
 
Life is now
Power is hard
Beaming myself
Can you smile me, too?
 

Damien__s_Kiss_by_cypherx

April 01

Mi piaceNon mi piace

Non sono solito fare i compiti per casa
 
Mi piace: l'arcobaleno, il salmone, le fragole, il tartufo, l'odore del pane, le caldarroste calde, mangiare fuori con gli amici, le parole difficili, l'intelligenza, imparare qualcosa da tutti, gli articoli satirici di Stefano Benni, scrivere, scrivere quello che mi pare, le piante annuali, un prato fiorito, i fiori di ciliegio che volano al vento, il silenzioso scorrere del tempo, l'acciaio, la cenere, Ludovico Einaudi, la birra doppio malto, leggere prima di dormire, fare tardi la notte, gli antipasti, le trattorie familiari, il panino rustico dell'autogrill, la politica, il calcio, i tuffi dal trampolino, le bandiere sventolanti, fotografare paesaggi, viaggiare da solo, i tramonti piovigginosi, avvolgermi nelle coperte, le mani fredde sul termosifone, le gocce di pioggia sul vetro, perdermi, giocare, fantasticare, avere il controllo della situazione, i perizomi, Woody Allen, Picasso, le pere e le mele di Cezanne, il rumore dello strap del portafoglio, i sassi colorati, correre sull'erba con le infradito, l'alba di Amsterdam dal ponte di Kloveniers, gli alberi di pietra della Sagrada Familia, l'aperitivo delle 7, dire quello che mi piace.
 
Non mi piace: l'orata, i funghi, i cani che abbaiano, i bambini che piangono, toccare le cose bagnate, l'odore dei fast food, la guinnes, l'ottusità, i film demenziali, riordinare la mia camera, distrarmi durante i gol allo stadio, Rossini, la lirica, i coccodrilli dei morti insignificanti, la luce troppo alta, la connessione che si interrompe, il teatro, coloro che vanno a teatro per mostrarsi di status elevato, chi non capisce le cose più elementari, il nero, i pollini, le azalee, mettere in imbarazzo le persone, chi mangia lentamente, aspettare qualcuno, le donne che simulano l'orgasmo, i mutandoni da nonna, la gelosia esasperata, programmare dettagliatamente, fare il lumino, chi mi parla di ciò che non gli piace.
 
 
In aula non avevo voglia di fare un elenco e ho circoscritto il campo al luogo in cui mi trovavo, circa.
 
Mi piace scrivere quello che mi pare; ancor prima trovare la più comoda posizione per farlo.
Mi piace un testo mio e l'inchiostro sbavato che inevitabilmente si crea da una scrittura mancina ma anche il suono prodotto da dita che battono su una tastiera vomiti di parole casuali, lo stress che si scioglie e il lento spandersi dell'odore di vaniglia della mia candela.
I miei deliri.
Mi piace soprattutto la paratassi
 
Non mi piace il silenzio rotto da soffiate di naso; il brusio elettrico delle casse appese al muro; soffitti affrescati che, seppur vicini, non mi permettono il piacere di un contatto; le finestre chiuse e il caldo che ne consegue.
Decisamente non mi piace rileggere. E non lo faccio, mai.
March 20

Il giorno della vecchiaia

Auguri.
La parola che fortunatamente non sento spesso. Per merito mio.
 
E sono 20.
Mi è capitato proprio oggi di pensare a quanto sia poco normale il mio rapporto con il compleanno. Alla fine, chè se ne possa dire l'ho sempre festeggiato nel miglior modo possibile: e questo è accaduto proprio da quando ho deciso che mai più lo avrei festeggiato.
 
Facile far riandare la mia mente all'Iraq: sì perchè proprio l'oggi di 5 anni fa iniziava il bombardamento americano sullo stato allora governato da Saddam Ussein.
Erano le 2 e 20 di notte, non ricordo bene se era una piccola televisione o una radio il primo mezzo che ci fece arrivare la notizia ma ricordo bene l'ambientazione.
Ero a scuola. La mia, ma allo stesso tempo non la mia! Ero al Corni in sede perchè la Digos e il preside avevano deciso di buttarci fuori dal Polo dopo 3 giorni di occupazione. La quarta sera passata a congelarsi in tettoia con i reduci veri, quelli che sono lì per un motivo che non è necessariamente testimoniare di essere contro la guerra, quelli che sono lì perchè qualcuno deve esserci. Sempre. Sempre duri anche nel momento in cui la vita ci stava abbandonando e ci siamo visti per forza di cose costretti a chiedere asilo al Willy, che ci accolse come i generali Zapatisti che diedero inizio alla rivoluzione.
Ci sentivamo mitici. E lo eravamo. Davvero.
Ma era ancora la mattina del 19; tutto era nell'aria, ma niente ancora per terra. E noi non volevamo che finisse così, non ci stavamo ad essere presi a calci nel culo.
E allora semplicemente ci siamo spostati in un'altra scuola, che era sempre la nostra scuola, ma per noi era diversa. Era ricominciare tutto.
 
Rumori strani, grida, bestemmie, il fermarsi della palla di scotch.
Mi ero assopito. Ma mi stavo risvegliando.
I miei occhi erano ancora socchiusi quando mi resi conto che non era casa  mia, che quelle colonne quadrate di granito nero delimitavano spazi troppo ampi rispetto alla mia camera; la sedia in cui dormivo era di legno, mezza scassata, di quelle sedie da cinema anni 50 o da auditorium, con l'appoggiachiappe che si alza da solo se nessuno ci si siede, nulla aveva della morbidezza del mio cuscino, nulla della comodità del materasso sul quale non dormivo ormai da troppi giorni; la mia mano conteneva una bottiglia di vodka semivuota che solo per puro miracolo non era franata a terra durante il mio pisolino.
Probabilmente era colpa di quella bottiglia, o di ciò che mancava da essa, se i miei occhi non riuscivano a superare lo stato di apertura in fessura; sempre di quella bottiglia la colpa dei suoni distorti che udivano le mie orecchie. Distorti sì, ma ugualmente fin troppo chiari.
La guerra era iniziata.
Quella cosa strana che gli uomini fanno quando non sono abbastanza saggi per raggiungere accordi.
In quel momento pensai alla bellezza di un bacio. Non uno qualsiasi: quello che divideva la pace dalla guerra, quella bellissima creatura da me. E in quel drammatico momento non potevo fare altro. Dovevo pensare a lei, al mio timore di rivederla, alle sue dita intrecciate alle mie, al tradimento che tutto ciò comportava; alla possibilità che potessi innamorarmi troppo. Dovevo starle lontano, almeno fino a che non avrei avuto le idee più chiare, mi dissi.
Era il periodo in cui i balconi erano tempestati di bandiere arcobaleno, in cui le manifestazioni fioccavano copiose.
Io ero là. Non da illuso. Non da ingenuo. Tutti sapevamo che non eravamo noi a fare la differenza. Non erano quelle scuole occupate, non quelle bandiere, non quel correre avanti e indietro come matti, non le dichiarazioni rilasciate a televisioni e giornali, non la libertà di caricare cilum in aula magna.
Tutto questo non bastava. Noi volevamo dire la nostra: volevamo dire che quella guerra ci faceva schifo, come ci fa schifo ora.
Ma soprattutto volevamo esserci, perchè qualcuno deve pur esserci: sempre.
E noi c'eravamo, Io c'ero. Come i veri eroi.
Io ci credo.
 
Ma sono davvero 20? Perchè io me ne sento molti di meno
March 19

Partendo dai punti fermi dei giorni passati

A quella domanda avrei mentito per forza; e poi aveva quel fastidioso chè di retorico. Non cattivo, anzi poteva sembrare persino dolce. Ma rimane il fatto che era una domanda stupida.
Avevo pensato che sarebbe stato meglio non andare. Ma ho grande rispetto per le routine e le sfilate di moda.
Ma a dire la verità avevo pensato che non avrei mai più fatto nemmeno quello che sto facendo ora, e invece.
 
Iniziavano sfoghi settimanali lasciati in sospeso.
E da allora ad oggi alcuni momenti incomprensibili, tanto intenso studio dovuto agli esami ed SMS con risposte ritardate.
Tremende paure di errori non commessi eppure interpretati. Orribili presagi di quel tormento lunatico che fu la causa principale dei miei antichi versi. Martirio tributario. Pegno da pagare a me stesso.
Una metastasi di idee si spande viva fino alla più lontana cellula del corpo.
Non c'è aria in questa stanza.
 
Le sospette relazioni amichevoli; le indecifrabili ispirazioni di novità.
Terra ferma nel triangolo delle Bermuda.
Nebbia a banchi.
Attuale connessione. Terminata all'istante; forse.
Ripartono i dubbi che portano la mente verso città amorevoli. Verso tutti coloro che le stanno per abbracciare. E al suo amore ricambiato. E al di colei odio.
Manca il fiato.
 
March 15

Postulati di felicità universale

Non esistono altre possibilità. Non altri modi.
O forse sì?
 
Tutto inizia sempre nella stessa magnifica routine di salite e discese che non hanno un valore estrinseco: è tutto dentro di noi!
Anzi no, oggi arrivano prima campanelli d'allarme che danno gioia a due persone e imbarazzo a cellulari senza credito.
Poi il procedere solito, e tutto ciò che alza il volume dela voce non importa.
Resta il bello, perche lo scopo è la felicità. Rimandi continui al tema supremo.
 
E se ci fosse un altro modo
 
Amore come via d'uscita all'alienazione dal taylorismo della cattiveria.
Amore come quella cosa che si può provare solo in 2. Finisce in fretta?
Si capisce il perchè le tante ore, i giusti minuti, i pochi secondi trascorsi inutilmente a pensare ad alternative mi giustifichino.
Quel silenzio è figlio di quei pensieri ed anche di altri antichi più belli e desiderati; passati di manette e scelte istintivamente ricorrenti.
 
Cinico, Sadico, Disinteressato.
Non esistono altre possibilità. O forse l'amore?
March 11

Abbiamo già fumato!

(Deliri conversati in cartaceo tempo di studiate sofferenze)
 
Di: d'ora in poi comunichiamo sul foglio!
 
Di: ho voglia di fumare una paglia
Elle: credevo un pacchetto
 
Di: che quartetto!!
Di: avrei paura a scegliere
Elle: io prendo quella che scarti
Di: squillo a (xbashfulx)?
 
Di: fanno + casino di noi 2
Elle: un tot!
Di: basta ridere che subito alza gli occhi!
Di: che figa
Elle: mentre scrivevi lei leggeva!!!
Di: meglio!
 
Di: 347yyyyyyy  Elle: 329zzzzzzz - 347kkkkkkk
Di: andiamo a prendere un caffè?
 
Elle: forse (xBSx) nn studia st. d. arte ma solo storia!
Di: credo che se non me lo dicevi non avrei dormito stanotte!
Elle: ti capisco!
Di: cmq mi sono innamorato....  Elle: di (xnapx)?
Di:                  ovvio!
 
Elle: sì, ha le lenti
Di: meglio gli occhiali cmq.  Elle: OVVIO!!!
 
Di: non ascoltare quello che dicono..
Elle: è durissima. non ci riesco
Di: io non sto studiando un cazzo.
Elle: a chi lo dici... ho letto 3pg e non mi ricordo neanche i titoli
 
Di: mi ha sorriso!
Elle: 6 venuto?
Di: 2 volte
Di: scusa = 3
Elle: 10min: doccia, paglia, caffè, e giro col cane
 
 
Elle: anche oggi ha le lenti
 
Di: non riesco a non guardare (xTWx)
Elle: io ieri ce l'ho fatta e sono riuscito a studiare, potrebbe essere un incentivo
Di: si vede che sono + cretino di te.  Elle: o + scemo!
 
Di: belli quei 3 lì insieme
Di: fear of the dark
 
Elle: mi sono innamorato
Di: dello (xblackx)?  Elle: certo
Elle: meglio di (xTWx)!
Di: stamattina non ti vedevi allo specchio, ora preferisci lo (xblackx)... mi fai quasi paura.. collirio?
Elle: piuttosto del collirio mi rimangio tutto
 
Di: silenzio stampa..  //  Elle: meglio che tu non senta ciò che sento io
Di: no. scrivi. mi interessa _ sono sordo..
Elle: (xTWx) mi ha guardato. poi ha guardato te e ha detto a (xBSx) qlc che non ho capito bene ma riguardava il fatto che è arrivato il tipo  Di: magari il tipo ne vuole da te. è affascinante.  Elle: xò x me può anche morire!!!!!!!!!
 
Elle: mi ha pestato i piedi 2 volte, non laverò mai queste scarpe
 
Di: non mi ricordavo xchè lei è (xBSx).. ora me lo ricordo
Di: non c'è gara con lui lì.
 
 
 
Elle: (xTWx) ha un gatto o è caduta? (polso destro).
 
Di: l'hai fatta ridere..
 
Di: non posso affacciarmi x guardare il polso
 
Elle: sì sì, vero --> bel lato B (xTWx)!
Di:                            lato C
 
Elle: (xBSx) ha delle mutandine che hanno stabilito la fine della mia giornata di studio!!! i miei pensieri sono definitivamente indirizzati... nella direzione sbagliata!!!
Di: me le sono perse. però fai schifo.
Di: pensa a (xschifox) e vedrai che ti torna voglia di studiare...
Elle: mi viene da piangere!!! cmq sono nere con disegnini fantasia e soprattutto trasparenti
Di: immaginale addosso a (xschifox)!
Elle: anche quelle della (xtonsillex)!!!!!!!!
Di: sei a pezzi => oppure mi devi avvisare prima.
 
 
Di: ci sono i tipi che sono a fumare che stanno squadrando (xTWx) e (xBSx)
Elle: sono a livello (xschifox)
Di: poverini... cosa ti hanno fatto di male?
Di: o essere come (xschifox) significa andare con (xBSx)
Elle: voglio morire
 
Elle: oggi (xTWx) parla da sola... se vuole la ascolto io!
Di: glielo volevo chiedere anch'io prima.
 
Di: comunque (xBSx) gran culo ma le tette le ha lasciate a casa?
Elle: un po' anche questo mi ricorda la (xlovex)!... purtroppo
 
 
Elle: rispetto. come per gli amici che fanno fioretti: pronti ad essere frantumati dalla debolezza.
 
 
Elle: (xBSx) sta mandando via il tipo
March 04

Come in tempi di lacrime e bip

Erano telefoni diversi. Erano momenti diversi. Erano litigi diversi.
Sono bei tempi.
La pausa di un sogno appena iniziato; incurante degli anni che si sono aggiunti sulle spalle.
Strano che nel momento di massima cattiveria della mia vita io senta la necessità di piangere. E non ci riesco mai.
Le decisioni che sono portato a prendere sono troppo difficili e non dipendono mai da me nell'ultima parola.
Vampate di calore.
 
Il rischio, ancora, di fare saltare qualcosa di bello.
Pochi giorni sono passati dalla paura della mia foto.
Le incomprensioni possono essere appianate, credo. Io lo voglio.
Sono tante le cose che vorrei.
 
Quella sensazione di inadeguatezza che mi prende di fronte alle situazioni marginalmente più centrali.
Somatizzate le ferite del tempo potrò urlare.
Cosa urlerò lo stabiliscono le sfere di cristallo.
O soltanto chi saprà leggerle.
February 24

Dentro (a Giulia)

E non te lo togli più.
Ormai i cancelli sono accostati, non si passa.
Sono scelte che fai perchè un po' ci credi. Bei discorsi, di quelli da tutti in piedi, di quelli che gli applausi escono dalle orecchie troppo affollate.
Ma i numeri dicono che non hai cambiato un cazzo. Solo i burattini, i militari, gli amici. Quelli ce li avevi già.
Bollato, e lo rimani per sempre, il sangue non si lava; falsopiano.
Bollato.
Ma non pensi alle macchine del tempo per cambiare gli esiti.
Vuoi tenerti gli applausi.
E rifaresti tutto uguale per quegli applausi, perche sei incazzato!
Sei incazzato per forza perchè se non sei incazzato fai volontariato alla croce rossa, non politica.
E ti piace la tua rabbia, la tensione che ti crea.
Spingersi sempre oltre.
Sadico fino al midollo.
February 19

Momenti di momentana malinconia marginale

Facce appese.
Uno non se lo aspetta, avevamo appena finito di dire che stava andando tutto bene.
Bene il cazzo!
La colpa a qualcuno deve pure essere data.
 
Io però mi ritrovo in un mondo non mio, un mondo che mi rende triste, perchè vedere un amico abbattuto mi crea vuoti all'intestino che non si riescono a colmare col cibo. Poi ho la bruttissima tendenza del voler analizzare logicamente cause, processi, conseguenze. Ma di logico non c'è proprio un bel niente.
E finita l'analisi si pensa a cosa si possa fare; ma che posso fare io? come posso?
Non arrivo a nessuna soluzione: un po' perchè certe vicende continuano lasciarmi allibito, non meno di quanto mi lascerebbe senza parole il vedere il sempre citato asino che vola; un po' perchè mi trovo impotente di fronte a tristezze che ho provato anche io in passato, un passato che non ero in grado di aggiustare per me e che mi sono promesso di voler seppellire per un bel po' di tempo almeno.
Vorrei fare qualcosa ma in certe situazioni è meglio che gli attori protagonisti recitino la loro parte e le comparse si limitino a fare le comparse. E poi per ottenere cosa? La mia parola conta come le piogge monsoniche nel deserto australiano. Potrei realmente concedere il più grande potere a colei che non sono più sicuro meriti di essere difesa.
Purtroppo il mondo non è meraviglioso.
 
L'unico consiglio che mi viene è quello di non seguire mai i miei consigli, anche se nulla nel quale credo di più potrai mai sentir uscire dalle mie labbra.
Ma sono un comune mortale, e mi auguro sinceramente di fallire.
Posso fare solo questo: quello che da sempre ho creduto di saper fare bene. Scrivere. (ci sono altre 2 cose che ritengo di saper fare bene ma le lascio alle sensazioni altrui).
Il conforto non è qui, lo so! E nemmeno in Oscar Wilde.
E non ci sarà bisogno di fare l'attore; ma solo di aprire gli occhi e mostrarli a chi non vuole capire.
Questo posso fare.
February 17

Premi Seminario

Abbandono per un po' la mia solita prosa per poter rendere grazia a quella meravigliosa istituzione che è il seminario.
Ne approfitto per ringraziare il creatore dei premi seminariali: Fabio Cremonini, ovvero il coordinatore di tutti i gruppi aperitivo.
 
Premio scherzo dell'anno: Giacomo Gullo.
Uno scherzo vecchio come mia zia (ovvero lo scherzo della zia ballerina), ma qualcuno ancora ci casca. Il malcapitato? Fanny Fanara. Ma ne avete mai sentito parlare? Se la risposta è no andate a chiedere a Giacomo se sua zia fa ancora la ballerina.
 
Premio sparring partner: Frappa.
Perfetto partner nella scherzo della zia ballerina. Geniale.
 
Premio sfigato: Matte.
Arriva al seminario con il ginocchio scassato e dopo le sfighe lanciategli da Alex e la Sara riesce a ribaltare il suo beauty prevedendo con qualche secondo di anticipo che si sarebbe rotto il dopobarba mettendogli fuori uso tutto il contenuto del beauty e lasciando nella nostra stanza un permanente odore di dopobarba.
 
Premio portasfiga: Alex Vezzelli.
Augura tutte le sfighe possibile a Matte che non aveva certo bisogno di ulteriori sfighe.
 
Premio ufo: Spada.
Anche lui casca nello scherzo della zia ballerina ma la vittoria del premio dipende dal semplice fatto che sia nato!
 
Premio sbocco: Giovanni Serafini.
Ha vomitato sangue ben 3 volte ieri sera. Ha lanciato il proprio vomito avvolto in un burazzo. Ha rivomitato al ritorno. No straccio no party. Prima sbronza... vita rovinata!
 
Premio figa di legno: Giulia Morini.
Dopo la parentesi negativa del seminario di Rimini (dove il premio era stato vinto dalla Fru) torna a vincere il premio che le si addice di più.
 
Premio zerbino: Iuri Fontana.
Trattato come al solito. Più un paio di stronzi :-) che hanno fatto di tutto per infierire. Noi volevavo farlo per il suo bene, ma non è servito. In lacrime.
 
Premio uno di noi: Matteo Montorsi o Montanari.
L'ennesimo al quale è fallito il "Piano A"; ovvero l'ennesimo che non è riuscito a entrare nelle grazie della Giulia. Massima solidarietà!
 
Premio delusione: Fanny Fanara.
Dopo aver inspiegabilmente stracciato nel mio corridoio è riuscito a farsi scaricare in meno di 5 minuti, mentre ballava, da una tipa che gli avevamo impezzato Tommy ed io. E al momento degli insulti mi dice che ci è rimasto in mezzo con la Di Padova (che nel frattempo si dava un sacco da fare con un altro)! Con la Di Padova? Cosaaa?
 
Premio cabò: Leonardo Pastore.
Da dirigente quale è boicotta il comitato nazionale del PD e si rende protagonista del seminario, sia dimostrando di essere un quasi giocatore a calcetto sia animando da vero mattatore le serate.
 
Premio segna sempre lui: Giulio Guerzoni.
Infallibile. Ha portato una coppia sull'orlo della crisi riuscendo ad elevare leggermente il livello di Rimini (ma senza avvicinarsi troppo a Naomi Campbell).
 
Premio disorganizzazione: Giorgio Zippo.
Prima fa fallire il gruppo universitario che doveva iniziare a pensare alla SUA campagna, poi si rende irriconoscibile nello sbagliare una quantità impressionante di gol solo davanti al portiere. Anima la serata come solo un vero Zippo sa fare, ma non incide dove lo abbiamo sempre visto protagonista. Sognatore.
 
Premio sportività: Federica di Padova.
Vincitrice morale del terzo tempo.
 
Premio miracolato: Max Morini.
Ha scommesso sull'ennesimo pacco che avrebbe tirato la Giulia. Ma la posta in gioco era molto alta: "Se la Giula stasera la da io non scoperò mai più". Scommessa facile però!
 
Premio gorilla: Lollo Ravazzini.
Arriva ed entra in albergo dalla finestra della camera di Maury e della Sara. Balla come un Dio regalando emozioni al Vanity. Collabora col primo tentativo di piano B. Non finisce qui!
 
Premio sadismo (+ premio animatore della serata): Luca Graziosi.
Ho veramente dato il meglio di me. Ho portato all'esasperazione Iuri (fino a vederlo piangere), ho impezzato una tipa per Fanara, ho convinto Spada che la Giulia ne voleva da lui, istruito un pischello sulla preziosa arte di trarre beneficio dalle disgrazie che si riescono a suscitare negli altri, sono finito sul libro nero di Richetti; per poi finire la serata giocando a Ping Pong fino alle 5 e mezza.
 
Premio piano B (+ premio animatore della serata): Tommaso Fregni.
Il miglior alleato possibile nel trasformare un ritrovo di boy scout in un vero seminario. Porta la Giulia nel suo classico stato di ubriacatura inconcludente e la convince a provarci con l'ultimo malcapitato che rimane con le palle in mano come tutti prima di lui (noi compresi, azz).
 
 
*Magari aggiungerò nei prox giorni altri premi che al momento la mia mente annebbiata non riesce a formulare!
February 14

Piccole ricompense

Se non fossero momenti lenti, istanti nei quali non posso far altro che desiderare una fragilità degli spigoli, attimi di imperscrutabile assenza di carenze emozionali, allora direi che sono pervaso da euforia.
Nonostante tutto. Nonostante risuoni come un comando.
Nella totale apatia per relazioni che avevo abbandonato, un po' per le spese che comportano, ma soprattutto per un carattere asettico di carenza del comburente fondamentale.
No, non è la birra.
Calcolo le pause, valuto i cauti respiri, mi prendo gioco di chi non mantiene il passo.
Poi penso.
Penso.
Ancora; non ho intenzione di provare quella spossatezza che pervade le ossa rachitiche che non ho più, scosse da buche piane, da moquettes pulite, da tuonanti rimbombi di passione.
Spicco il volo.
Prima. Molto prima che qualcuno provi a sferrarmi quel cricco che possa portarmi ad oscillare dal bordo dei due burroni che mi circondano.
Mi aggrappo alla concezione numero sette, quella che non ho. Credo.
Perchè non la voglio. Scomoda. Pizzica.
 
Mi vesto in fretta per essere in anticipo.
Compio sforzi sovrumani perchè credo nella disciplina.
Con la capacità di volare non ci sarebbero dubbi sull'avvento, ma l'impossibilità dell'effetto sorpresa sbriciola l'ormone portatore dell'inchino.
Tramite voi.
Perchè io prendo rivincitè diverse.
Tutto può attendere.
 
Non governare! Decidere. Questo fa il capo del Mondo.
February 11

Piramidi Capovolte

Il momento è giunto.
Non poteva essere altrimenti. Tutto è stato creato in funzione di questo momento; logiche spaventose che ho controllato per la mia più totale soddisfazione.
Un palmo avanti.
Ruote che danno la parvenza di girare al contrario. Ora ferme. Parcheggiate.
Navi che raggiungono porti distanti chilometri scaricano finalmente merci di piacere fisico e psicologico.
 
Vetro contro vetro. Metallo contro metallo. Attriti dinamici che superano attriti statici, allitterazioni di coefficenti sbagliati.
Piramdi Capovolte.
 
Ho promesso molte volte paesaggi da fotografare con cromature fantasiose e non voglio formattare più niente.
 
Saranno vetri a specchio a nascondere divani scomodi dove favole sempre a lieto fine esprimevano la loro giusta conclusione con gocce di sudore erotico e piacevoli tremolii.
Unti palloncini al soffitto. Importanti scrivanie dove schiene calde hanno lasciato aloni indelebili, Altre immacolate.
Attimi di terrore in controlli sistematici, fastidiosi rubinetti gocciolanti che possono essere aggiustati solo da ricette, non da idraulici.
Treni e autobus presi per stanchezza viaggiano alla velocità del suono nei riottosi passati medievali che parlano di politica, sesso, intelligenze. E riforme, soprattutto riforme.
Vorrei di nuovo sentire quei rumori che tanto sgomento facevano affiorare, camere vicine in case lontane.
Bollenti piscine termali affogate in latte appena munto, gelidi bagni in un mare con cielo di aquiloni. Sono partito con la pioggia. Arrivato con il sole.
Feste: momenti nascosti alla vista di amanti gelosi.
Parchi: dita rosse, partite saltate. Furia.
Fiumi: istanti di lontano e romantico silenzio.
 
Orgoglioso; io. Di me stesso.
Un contadino davanti a pomodori maturi prima della maggiore età. Un raccolto durato un anno.
Scruto il futuro dalla serratura e vedo il soffocarsi di ciò che manca all'ugualianza.
Nomi di persone che ne precedono altri. Pericolosi termini di paragone che si inchinano al progetto della più alta opera d'arte dello scultore.
Tutto è stato pianificato per la necessità che avevo di accontentarla con una poesia. Ogni cosa in funzione di un solo momento.
Questo.
 
Il potere è dato da sedie più alte o dalla bellezza delle proprie creazioni? Da vertici raggiunti o dal valore che viene attribuito alle inziative?
Non tocca a me rispondere. Mi avvalgo della posizione di apparente impotenza per poter vivere ancora di retorica.
Io non posso perdere.
 
Le critiche sono inutili, anche quelle costruttive. Gli errori si trasformano in rimpianti e non sempre la fortuna potrà dare la possibilità di prendere posizioni di comodo.
La porcellana in frantumi non attrae la mia coda dell'occhio più di quanto non lo faccia la delusione per quell'assenza generale. Il sapere che si stanno compiendo errori dovrebbe servire quantomeno per chiedersi se ne valga la pena.
Il tempo per cambiare idea c'è ancora.
Quello per fare la cosa giusta, per tutto e tutti. Soprattutto per quello in cui si crede e per il quale si sta lavorando. La stanchezza non può più essere usata come scusa.
 
Ma la nota critica è solo una doverosa parentesi nella più grande delle felicità.
Yin yang.
Magliette rubate ai valori affettivi più grandi permettono di svegliarsi da comodi letti matrimoniali con il sorriso sulle labbra. E un buon odore di caffè ancora da fare.
Sottilissime mutandine che rischiano di perdersi tra le mie coperte vengono immagazzinate nella mente assieme ai tanti inspiegabili tabù che la vita moderna mi dona.
Altrui gelosie che tanto fanno sorridere gli occhi della superiorità in grado di affogare ogni sentimento proprio. In grado di prendere forza da quelli degli altri.
Termini di paragone perdenti. Insignificanti. Elidibili.
La necessità di sapere a chi si deve tanta giocondità attanaglia tutti gli uomini.
Pustulato di grandezza universale.
Faraoni nelle piramidi, vento che scolpisce le dune, cammelli assetati in cerca di un'oasi.
Rispetto. Come per gli amici che fanno fioretti: pronti ad essere frantumati dalla debolezza.
Debolezza che attanaglia anche i maestri della perfezione.
 
Ora ho reso la luce.
Le promesse vanno mantenute; i piani svelati e portati a compimento. La grandezza esaltata.
L'attuale assenza di commenti spero sia colmata senza vergogna nel momento e nel posto giusto.
Soddisfazioni che mi sono dovute da bellezze più belle, da menti più colte, da sedie più alte.
Attendo che mi sia data la gioia. Non di più; la solita.
Quella che ho ogni volta che ti vedo.
Vertice di una piramide roteante sospesa nel vuoto.
February 08

Trilly

In mezzo a tutti sarà impresa ardua, gran premio di Montecarlo; curva, curva, tornante, scie, esse; seconda parte del nome.
D'avanti posteriori; dietro il nulla. Tutto ancora più difficile.
Ci metto tutto il mio impegno: mi prometto di restare legato a quel filo sottile che divide i vivi dai morti, i géni dai buffoni. Intrinseche virgole di filosofia spiegate con la più naturale semplicità.
Tutti hanno un lato ciarlatano.
 
Immagini di lunghi e rossi tappeti papali, velluti orientali di straordinaria morbidezza ed eleganza vengono srotolati alla mia fantasia per permetterle di creare da una scultura di granito un volto amico, ammorbidito nelle fattezze e nella pronuncia delle vocali. Geometrie date da perfetti assi di simmetria, unico nel suo genere.
 
Occhi mi scrutano da lontano; e io non li voglio. Ora. Ora cerco solo quelli vicini, quelli di quel meraviglioso colore strano, questi che non mi guardano mai, e se lo fanno fingono che sia per caso.
 
L'invenzione più felice, ogni giorno di più; i ricordi più belli, ogni giorno più sbiaditi da cancrene alle quali entrambi permettiamo la tormenta, eterni formicolii di un'epoca di lotte ed inquisizione.
 
Ecco, Ho trovato. Ho visto. Non ci avevo pensato prima, ma è stata un'illuminazione fulminante, sono stato incenerito dalla semplicità con la quale l'immagine mi è scaturita, perfetta similitudine.
Ora so chi sei.
Trilly.
E nessuno provi a dire che le fate non esistono.
E tutti battano le mani.
February 04

Su un morbido cuscino azzurro sbiadito

Debole.
Ho esaurito la parole cattive, perle di saggeza infantile.
La politica non mi molla mai, forse l'unico amore che non mi molla. Un paio di assi me li sono già giocati. Male dato come stanno andando le cose. Anche oggi non è stato positivo, non tengo mai la bocca chiusa! O le mani a freno.
Ma lei basta, per oggi è stato anche troppo e il problema è sempre quello. Cosa c'è in ballo?
 
Domani forse saprò se mi meriterò almeno un po' il mio preventivo regalo di compleanno. Ci tengo molto. Tutta la vita ho aspettato di salirci e spero che questa data possa arrivare in fretta. Per il resto ok.
Ma vieni o no? non faccio nè preghiere nè scongiuri, o forse entrambi. Eh sì, entrambi.
Lo so che avrei dovuto farlo tutto per te, ma la concentrazione di cui necessito non è sufficiente e le giornate che ho avuto in questi giorni non mi sono affatto di aiuto.
Ma arriverà, lo giuro. Non so se presto o tardi, ma chi ha già aspettato tanto spero possa aspettare ancora. E sarà il più bello di tutti.
Forse proprio dopo l'altezza e il paesaggio giusto. Intanto continua a passare il tempo con le spirali.
 
Ascolto di informazioni dalla A a Zuzzurrellone. Ho voglia proprio di tutto.
Un lancio nel vuoto: un graffio nel baricentro spazio-temporale: puzzle di un diurno cielo stellato. Tutti sono vittime ed assassini.
Vado a rilento in tutto, come se corressi contromano su un tapis-roulant; e che valigia devo trasportare, piena di mobili d'antiquario, boxer fantasia, preservativi bucati, cianfrusaglie.
Saprò andare più forte, ne sono sicuro.
Però adesso mi riposo.
January 28

Kalos Kai Agathos

Ho ancora pulp nelle orecchie, meraviglia delle meraviglie; un po' di alchol nel sangue non guasta e la leggerezza sale ancora anche se è ormai lontana, sostituita dall'adrenalina che sono in grado di farmi suscitare da ogni cosa.
La luce è la solita, la stanza diversa.
La giornata di domani si preannuncia impegnativa: è la scadenza e qualcuno deve pur farla rispettare.
La mattina inizierà prima del solito e il programma è ancora vago, l'unica cosa che so è che di programmi ce ne sono tanti e dipendono tutti da una telefonata retroattiva.
La volontà è salda e tutto potrebbe non essere nemmeno impegnativo; mi aspetto comunque almeno un lato della medaglia positivo, come quando lanci una moneta con due teste e non sei tu quello che vince se esce croce. La voglio: una moneta con 2 teste!
Vorrei anche due teste senza la moneta ma questo è un altro discorso.
 
Non sento odore di pulito, eppure dovrei. Forse è la polvere. E la candela dalla quale mi aspettavo quantomento uno scialbo odore di cera non fa nemmeno quello.
Vivo circondato da atomi impazziti di ogni elemento naturale e io li vorrei conoscere, gustare, annusare, leccare, ballarci, farci l'amore. Tutti. E in ordine sparso. O anche in fila, chi se ne frega.
Uso parole solo per pura superbia.
Io sono quello che prova un certo piacere nel vedere altri provare le emozioni che non provo io. Anche le più atroci, le più squallide e le più odiate.
 
Tutto è ordinato, persino nella mia mente. La schizofrenia la lascio a quelli più intelligenti di me. A tutto c'è un limite e io preferisco non superare il mio; come un ubriacone che per non sporcare le lenzuola della propria ragazza di feci si ferma un cicchetto prima del coma etilico.
Un po' di musica forse mi aiuterebbe ma la selezione casuale nell'infinito può riportare anche brutte sorprese. E io non ne voglio.
Me ne sto qui così piuttosto, come quello che non sono mai stato.
Il bello e il buono.
January 22

Non penso a niente

Verrà fuori tutto comunque, di cose ce ne sono tante. Basta aspettare, sedersi a posto giusto e... Shalambra! Onore a te, re dei maghi trentenni.
Non chiedete come, è un dono. Ci si nasce.
Non so quale avrei preferito. Le magie, certo.
Ma un po' di magie le faccio lo stesso, le fa la mia mente, le mie parole: arruffati e morbidi e bianchi e puri e costosi e inebrianti batuffoli che scalano pareti verticali di vetro. Forza del soffio del vento.
 
Sono solo partito e i binari si sono toccati molto prima dell'orizzonte
Riprendo le fila.
 
Come non detto: toc toc su grate che rimandano la follia e la concentrazione.
 
Non volevo che fosse un delirio, un po' per accontentare qualcuno o qualcuna, un po' per un sincero desiderio di magistrale equipollenza.
Vanesio.
Suoni colorati. Maglioni grigi della benetton. Saldi. Shopping.
Crisi mistiche.
 
L'ultimo giro è stato meraviglioso. Ho capito tanto, anche troppo per il mezzo cervello che non mi porto mai dietro! Onore a te, re degli studiosi distratti da beltà.
Ho sbagliato.
Ho creduto di potermi aggrappare a ferri metropolitani ma il treno è già passato da secoli e con le rotaie che ci costruisco non tornerà indietro.
La prossima vita.
Eppure ho davvero creduto che potesse essere meglio conservare ciò che si era tanto faticosamente costruito.
Poi arrivano messaggi ammiccanti e non arrivano risposte semplici; e un ometto in posizioni scomode ripensa a tutta la sua vita, si accorge che non ha deciso. Nulla.
Io non ho mai voluto essere tuo amico. Tu lo hai deciso. E io?
Pajas. Per colpa tua, e ti faccio incazzare.
Pajas, volevo vedere te; ma niente, e mi fa incazzare.
Donami la Finlandia e avremo la possibilità di scoprire insieme chi ha davvero ragione. E come al solito scoprirai che ho ragione io.
 
Pericolosi fraintendimenti possono crearsi dal nulla delle cose non capite. Perchè non tutti capiscono tutto come anche io ho voluto che fosse. Onore a te, re del futuro.
Ho bisogno di altro alchol per rendere al meglio. Servito e riverito come un Dio. La droga di quelli che non vengono mai presi in considerazione ma solo puniti.
Non mi aiuti.
Pensarti mi frena.
Non mi riconosco più.
Irriconoscibile nell'essere quello a cui interessano le cose e le persone.
Mi diverto ad essere quello di ieri.
Entro. Esco; subito. <Vai a casa, dai>. E non ho il coraggio di chiedere scusa.
Ma chi se ne frega di chiedere scusa. Era il mio lavoro.
 
E mi viene da pensare alle mie creazioni. Alla mia creazione.
Non poteva riuscire meglio. Ma non ho più nulla da insegnarle, dovevo sperare di fallire e l'avrei tenuta di più.
Schiuma sul caffè. Beck's. Bomboloni.
Uno scambio equo, forse addirittura ci ho guadagnato io.
 
Manca l'ultimo volto, quello che non sarà mio; la conquista mi darà gioia ugualmente.
Domattina ancora, e poi, poi, poi, poi. Rimandiamo sempre.
I pezzi ci sono tutti. La cornice è già fatta. E già fumata.
Difese in frantumi.
Onore a me, principe dei mendicanti.
Perchè gli ultimi saranno i primi se il mondo sarà meraviglioso.
Perchè saranno quelli che pensano a tutto. Sempre.
 

Fatti una domanda

 
Make Your Own Crystal Ball
una persona al giorno...