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    September 12

    Desideri di stelle cadenti

    Di fronte alla visione di una stella cadente esistono 2 categorie di persone: quelle che se ne impadroniscono, esprimono un desiderio e lo rinchiudono, al posto dell'immagine della stella, nel baule dei loro ricordi; e quelle che, invece, osservando con meraviglia lo spettacolo sopra la loro testa sperano soltanto che tutto il resto dell'umanità possa aver goduto, insieme a loro, di un tale spettacolo.
    I primi non si vedranno realizzare il loro desiderio, perchè puniti per il loro egoismo.
    I secondi non si vedranno realizzare nessun desiderio, poichè non ne hanno mai espresso uno.

    August 18

    Non è bello ciò che piace ma è bello ciò che si deve conquistare

    (Consapevoli false bugie su se stessi)

     

    Entrando in un bar l'ultima cosa alla quale si pensa è il bagno. Tanto è sempre in fondo a destra.
    Non si pensa al bagno perchè il bagno è il primo luogo che porta alla mente ricordi. Entrando in un bar un ubriacone come me si aspetta di dimenticare, si aspetta di annegare in cristallini tulipani le angoscie che fino a lì lo hanno trascianato.
    Hanno tutte un nome famminile; come gli uragani che si abbattono in agosto sulla costa atlantica degli Stati Uniti. Onde alte decine di metri che in ore funeste spazzano via tutto, mentre abbronzati turisti sono intenti a spazzolare il buffet durante l'happy hour. Anche le onde sono tutte femmine.
    Mondo lesbico: onde che fanno l'amore tra di loro con eccitati vortici voyer che sanno che il loro momento è finito; non resta altro che sfogare la propria rabbia sulle case. Sanno anche che quell'amore saffico finirà come sono finiti tutti gli altri, ma che saranno altri vortici l'anno successivo a godere di quelle grazie muliebri che torneranno a ricevere dalla vita prego mascolini.
    Suicidio inevitabile.
    Meglio ordinare un'altra grappa sapendo che il risultato sarà di finire in quel bagno che si era ignorato, dove i ricordi possono immediatamente essere vomitati. Ecco il vero significato della parola rigetto.
    In fondo sporgere la testa sul water è un esperienza come un'altra. C'è gente che guarda i bacille al microscopio, c'è chi guarda le stelle col telescopio e chi si specchia nell'acqua del water. Romantico: la luna nel water.
    Meditare come soluzione?
    Io medito spesso: medito sul passato; medito sul presente; medito sul divano.
    Avrei dovuto meditare un po' di più prima di prendere e partire per un viaggio che si è rivelato inutile. Come quello di ieri. E quello dell'altro ieri. E ancora il giorno prima.
    Lo so, purtroppo, quando mi innamoro è come quando sono ubriaco: divento ripetitivo e poi mi passa. A volte mi passa solo la ripetitività, altre anche l'innamoramento.
    Allora eccomi di nuovo arrogante.
    Le cose perse non si recuperano neanche coi rimorsi. I rimorsi non servono a niente. Non ti migliorano di fronte agli specchi dei bar. Tra carta igienica e cartelli con la scritta "si prega di pisciare nel water", i rimorsi sono morsi dati di nuovo. Sono baci dati coi denti fino a farsi male. Fino a sanguinare.

    Ordino un'altra grappa sperando mi aiuti a lavarmi il sapore di sangue dalla bocca.


    June 08

    Pillole di poca saggezza in profili mancanti

    Era lì, srotolato sul liscio e scuro comodino di palissandro nella penombra di un stanza illuminata dalla flebile luce che filtrava attraverso le fessure della serranda abbassata.

    Era lì, squarciato da unghie troppo lunghe e frettolose.

    Era lì, squarciato: triste giustificazione del suo inutilizzo.

    Lasciava nell'aria della stanza quello scialbo e dolciastro odore di metyl-butanoato che viene utilizato per ricreare chimicamente l'aroma di mela verde; caratteristica decisamente insolita per un esemplare gratuito da 1° dicembre.

    In attesa che il destino sopraggiungesse e di vedersi protagonista di un viaggio nella pattumiera se ne stava lì, abbandonato, nella condizione di servo che si ribella a coloro che deve preservare, in pace con sè stesso e con l'ambiente circostante, avvolto nella viscosità del liquido lubrificante e senza nemmeno più il profilo di un profilattico.

    June 25

    Colpi di coscienza

    Vi è per tutte le passioni un tempo in cui esse sono soltanto funeste, in cui deprimono le loro vittime con il peso della stupidità - e un tempo, più tardo, assai più tardo, in cui si sposano con lo spirito.
     
    Naufrago nel rimandare le questioni importanti per me
    Pieno di pensieri
    Tante colpe
    Sono ancora in fase novizia
     
    Una volta, a causa della stupidità insita nella passione, si faceva guerra alla passione stessa: si congiurava al suo annientamento - tutte le antiche mostruosità morali concordano unanimemente sul fatto che <<il faut tuer les passions>>.
     
    Compro regali che non ho mai comprato
    Pieno di pensieri
    Troppe attese
    Sono d'accordo col la storia
     
    (F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli)
     
     
    Teardrop_by_trickyguy
    June 18

    Loving on last line

    (Il segreto è nel dettaglio)
     
    Soli da Re Leone dipingono nuovi cieli in viaggi sempre più estivi.
    Contorni di scarpe, vestiti ed occhiali alimentano sudori di malinconia passeggera pronta a ripiombare nella più carnale propulsione interrogativa sul cosa sia giusto e cosa sbagliato.
    Passati deliranti insegnano mezze menzogne scritte senza convincimento; esami presenti sostengono che il segreto è nel dettaglio.
    Ogni volta correre per rispettare la puntualità evadendo le scandenze autoprefisse scompensa i respiri e ruba il tempo alle parole pensate, forse per evitare bruschi abbassamenti di gaudio.
    Ma non si riesce a nascondere nulla.
     
    Sembra sempre più il voler riparare ad errori con altri errori; soglia di tolleranza in costante diminuzione.
    Il fiato l'ho speso tutto in atroci partite di calcetto, tradimento di amori intellettuali.
     
    Le corrieriere antiche hanno un'anima nella ruggine. Sono tutte uguali: arancioni, scomode, scritte ovunque e i vetri pieni d'acqua.
    Però permettono cadute accidentali o no che, seppur evitate, lanciano segnali luminosi. Fari da inseguire nella notte.
    Tutti vivono di giorno, al tramonto.
     
    Palla di natale; mongolfiera. La fine me la sono persa.
     

    quandoarrivaletateyx5ce9

    May 13

    Lucciole in cerchi di fumo

    I desideri non si avverano mai
    Teorie e superstizioni magistrali insegnano loro stesse e i loro limiti.
    Ho visto fiumi di parole su leggi per salvare il mondo, dove solo un hammer giallo potrà percorrere le strade.
    Con la benziana gratis.
     
    Mi ritengo fortunato dal poter scroccare quasi tutte le settimane i rischi di folli corse.
    Legate a quelle parole bofonchiate che non possono essere sentite vi è un mondo, segreto ma non troppo, che è in costante conflitto con sè stesso. Guerre civili che sconvolgono il quieto vivere si collegano con quelle passate e realistiche al fosforo bianco.
    Mi attendo chissà quale ruolo di co-protagonista di realtà immaginarie che come sempre si intrecciano nelle pellicole della storia moderna.
    Finisco coll'annegare in quel percolato di rabbia, gioia ed amor proprio.
     
    Voglio cambiare la mia dimensione in quella di viaggiatore di luoghi vicini, cercando di recuperare un altro piacevole casino della mia vita, legato al successivo superiore dall'amore per i rombi di un motore diverso, da momenti di complementarità sentimentale e dal sesso fatto nei posti più strani e differenti.
    La prospettiva di un viaggio a Jesolo con avvelenamento serale e post-consolamento tra ricordi e abbracci mi tiene col fiato sospeso.
    Attesa. Respiro rapido tra fragranti sapori d'assenzio per alleggerire i miei pensieri e renderli meno distanti e conflittuali.
    Forse ho solo sbagliato desiderio.
    May 06

    La perfezione non è nell'ordine

    Fantasie letterali mi spingono in un'erotica dimensione di riporto dove i capelli volano liberi al vento quasi delusi dalla gravità
    Remo in oceani di spazzatura puzzolente comodi come materassi in lattice
    Attacco ogni spazio libero
    Osservo l'altrui dolore
     
    Io non muovo la matita; è il foglio che da sotto scivola disegnando lettere e parole
    Una miriade di particelle di grafite intasano l'aria e i polmoni
    Energie inquinate e cataclismi sentimentali
    Osservo le altrui lacrime
     
    Io non batto sui tasti; sono loro che attirano nel giusto ordine le mie dita
    Ticchettii e trilli non sentiti
    Smania della conquista
    Osservo le mie fantasie
     
    La mente ad un apparentamento che può non fare piacere
    Il ricordo è quello
    La giornata difficile, il finale mozzicato, la promessa ingannatrice, la fine.
    La tua felicità è la mia...

    Sfiga...

    Tutti nudi
    Tranne il re del mondo

    Heart_Voodoo_by_auree

    April 19

    Il primo mazzo di chiavi

    Qualche mese fa una persona mi fece notare il velo di malinconia che aleggiava sopra ogni mio testo. Le risposi che non era la mia, ma quella che volevo suscitare nel lettore per creare quel senso di pathos e di ricerca di una conclusione che lo potesse tenere incollato alla lettura.
    Mi sentii rispondere che un mio testo sarebbe risultato ancora più bello e accattivante se fossi riuscito a esprimere tutta la gioia, tutta la felicità.
    Il rispetto che ho per le opinioni altrui, ma soprattutto per quelle parole che fuoriescono dalla morbida perfezione di quelle labbra, mi ha spinto ad impegnarmi nell'assidua ricerca di un testo che potesse esprimere tali sentimenti. Ho impiegato mesi per pensare alle parole che avrei potuto usare, alle vocali, alle vibrazioni che avrei dovuto suscitare, alle scorrevolezza del testo e alle singole pause per la respirazione.
    La verità è che dovevo trovare soprattutto un argomento che mi desse la possibilità di essere felice; dovevo scrivere di qualcosa che mi aveva già reso felice; di qualcosa di semplice e che tutti potessero capire. Ora, ecco qui.
     
    So che le immagini che vi susciterà questa lettura sono quelle giuste: proprio quelle che ho voluto che la vostra mente visualizzasse; perchè ognuno ha le proprie immagini che io provvedo solo a portare verso un meraviglioso filo conduttore, che non è la felicità, non la gioia; è l'allegria.
     

    Quello è il vero giorno della maturità; per tutti. Quando hai il tuo primo mazzo di chiavi in mano ti senti il padrone del mondo o ancora meglio il padrone di casa, che per un bambino è anche di più. E poi le chiavi sono coì meravigliosamente lucide, scintillanti, graffianti; sembrano ancor più un tesoro.
    Non si ricorda mai il giorno preciso, ma esso esiste sempre: vi è sempre un giorno in cui eri senza e un successivo in cui le avevi.
     
    La fatica che ti costringeva ad usare entrambre la mani per aprire la porta blindata di casa non è un ostacolo bensì lo sprono per vedere con occhi di conquistatore il paesaggio più ricorrente della tua vita. Ma tutto assume un'aurea di pace, dorata come lo scintillio delle monete nei forzieri dei cartoni animati.
    L'amico fraterno diventa il tintinnio che, sottile come vibranti vocali di allegria tra i denti, ti accompagna fedelmente facendoti abbracciare con gioia ideali di liberà. E vuoi tutte le chiavi possibili: dei cantinini, dei lucchetti delle biciclette, della cassetta della posta; non puoi fare a meno dell'accompagnare il tuo tesoro con innumerevoli portachiavi colorati delle più svariate forme. Il tuo deve essere il mazzo più grande e più pesante di tutti.
    Sei felice così. Camminare con il tuo mazzo di chiavi in tasca ti fa sentire sempre a piedi nudi sull'erba fresca e con un meraviglioso arcobaleno sulla testa. I sorrisi ti sembrano più ampi e smaglianti, il suono dei fischietti più dolce, lo squillare del telefono più gradito. Gli uccellini sono tutti aquiloni colorati.
    Vivi in un mondo di api che non pungono e bambini dai candidi vestiti che le rincorrono spensierati, impazziti nella loro più totale saggezza.
     
    Il rapporto col proprio primo mazzo di chiavi ha qualcosa di mistico ed erotico.
     

    *Ad Anto con la speranza di non aver sprecato nulla di tutto ciò che avrei potuto cogliere da quell'osservazione.
    April 16

    In biro veritas

    In attesa di una donazione, di un sorriso. Lieve alleggerimento gravoso in una tetra giornata postelettorale.
     
    Giro e rigiro la biro tra le mie mani cercando di darle un senso; di dare senso al tutto.
    Un incubo. Forse nessuno ha fatto davvero abbastanza, nemmeno io. E dire che ero stato bravo.
    Niente.
    L'inizio della fine.
     
    La tristezza è arrivata a squarciare attimi di gioie sentimentali placabili dall'infinito.
    Il destino non esiste. Cercherò un altro capro espiatorio.
    Il problema è che sono incredulo. Credo nell'intelligenza. Nella mia prima di tutto; ma non vorrei sentirmi solo.
     
    Eccomi qui.
    Immerso nella folla.
    Contenuto asettico di una confettura di genti. Scialbi ragionamenti di responsabilità.
    Muffa. Sopra.
    Io sotto. A consolarmi con la provenienza della biro.
    April 14

    Rispetto per la punteggiatura

    Sembra ieri
    Giornata di abissi amazzonici
    Percentuali di immobili indecisioni
    Diritti e doveri da adulti e responsabili
     
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    Life is now
    Power is hard
    Beaming myself
    Can you smile me, too?
     

    Damien__s_Kiss_by_cypherx

    April 01

    Mi piaceNon mi piace

    Non sono solito fare i compiti per casa
     
    Mi piace: l'arcobaleno, il salmone, le fragole, il tartufo, l'odore del pane, le caldarroste calde, mangiare fuori con gli amici, le parole difficili, l'intelligenza, imparare qualcosa da tutti, gli articoli satirici di Stefano Benni, scrivere, scrivere quello che mi pare, le piante annuali, un prato fiorito, i fiori di ciliegio che volano al vento, il silenzioso scorrere del tempo, l'acciaio, la cenere, Ludovico Einaudi, la birra doppio malto, leggere prima di dormire, fare tardi la notte, gli antipasti, le trattorie familiari, il panino rustico dell'autogrill, la politica, il calcio, i tuffi dal trampolino, le bandiere sventolanti, fotografare paesaggi, viaggiare da solo, i tramonti piovigginosi, avvolgermi nelle coperte, le mani fredde sul termosifone, le gocce di pioggia sul vetro, perdermi, giocare, fantasticare, avere il controllo della situazione, i perizomi, Woody Allen, Picasso, le pere e le mele di Cezanne, il rumore dello strap del portafoglio, i sassi colorati, correre sull'erba con le infradito, l'alba di Amsterdam dal ponte di Kloveniers, gli alberi di pietra della Sagrada Familia, l'aperitivo delle 7, dire quello che mi piace.
     
    Non mi piace: l'orata, i funghi, i cani che abbaiano, i bambini che piangono, toccare le cose bagnate, l'odore dei fast food, la guinnes, l'ottusità, i film demenziali, riordinare la mia camera, distrarmi durante i gol allo stadio, Rossini, la lirica, i coccodrilli dei morti insignificanti, la luce troppo alta, la connessione che si interrompe, il teatro, coloro che vanno a teatro per mostrarsi di status elevato, chi non capisce le cose più elementari, il nero, i pollini, le azalee, mettere in imbarazzo le persone, chi mangia lentamente, aspettare qualcuno, le donne che simulano l'orgasmo, i mutandoni da nonna, la gelosia esasperata, programmare dettagliatamente, fare il lumino, chi mi parla di ciò che non gli piace.
     
     
    In aula non avevo voglia di fare un elenco e ho circoscritto il campo al luogo in cui mi trovavo, circa.
     
    Mi piace scrivere quello che mi pare; ancor prima trovare la più comoda posizione per farlo.
    Mi piace un testo mio e l'inchiostro sbavato che inevitabilmente si crea da una scrittura mancina ma anche il suono prodotto da dita che battono su una tastiera vomiti di parole casuali, lo stress che si scioglie e il lento spandersi dell'odore di vaniglia della mia candela.
    I miei deliri.
    Mi piace soprattutto la paratassi
     
    Non mi piace il silenzio rotto da soffiate di naso; il brusio elettrico delle casse appese al muro; soffitti affrescati che, seppur vicini, non mi permettono il piacere di un contatto; le finestre chiuse e il caldo che ne consegue.
    Decisamente non mi piace rileggere. E non lo faccio, mai.
    March 20

    Il giorno della vecchiaia

    Auguri.
    La parola che fortunatamente non sento spesso. Per merito mio.
     
    E sono 20.
    Mi è capitato proprio oggi di pensare a quanto sia poco normale il mio rapporto con il compleanno. Alla fine, chè se ne possa dire l'ho sempre festeggiato nel miglior modo possibile: e questo è accaduto proprio da quando ho deciso che mai più lo avrei festeggiato.
     
    Facile far riandare la mia mente all'Iraq: sì perchè proprio l'oggi di 5 anni fa iniziava il bombardamento americano sullo stato allora governato da Saddam Ussein.
    Erano le 2 e 20 di notte, non ricordo bene se era una piccola televisione o una radio il primo mezzo che ci fece arrivare la notizia ma ricordo bene l'ambientazione.
    Ero a scuola. La mia, ma allo stesso tempo non la mia! Ero al Corni in sede perchè la Digos e il preside avevano deciso di buttarci fuori dal Polo dopo 3 giorni di occupazione. La quarta sera passata a congelarsi in tettoia con i reduci veri, quelli che sono lì per un motivo che non è necessariamente testimoniare di essere contro la guerra, quelli che sono lì perchè qualcuno deve esserci. Sempre. Sempre duri anche nel momento in cui la vita ci stava abbandonando e ci siamo visti per forza di cose costretti a chiedere asilo al Willy, che ci accolse come i generali Zapatisti che diedero inizio alla rivoluzione.
    Ci sentivamo mitici. E lo eravamo. Davvero.
    Ma era ancora la mattina del 19; tutto era nell'aria, ma niente ancora per terra. E noi non volevamo che finisse così, non ci stavamo ad essere presi a calci nel culo.
    E allora semplicemente ci siamo spostati in un'altra scuola, che era sempre la nostra scuola, ma per noi era diversa. Era ricominciare tutto.
     
    Rumori strani, grida, bestemmie, il fermarsi della palla di scotch.
    Mi ero assopito. Ma mi stavo risvegliando.
    I miei occhi erano ancora socchiusi quando mi resi conto che non era casa  mia, che quelle colonne quadrate di granito nero delimitavano spazi troppo ampi rispetto alla mia camera; la sedia in cui dormivo era di legno, mezza scassata, di quelle sedie da cinema anni 50 o da auditorium, con l'appoggiachiappe che si alza da solo se nessuno ci si siede, nulla aveva della morbidezza del mio cuscino, nulla della comodità del materasso sul quale non dormivo ormai da troppi giorni; la mia mano conteneva una bottiglia di vodka semivuota che solo per puro miracolo non era franata a terra durante il mio pisolino.
    Probabilmente era colpa di quella bottiglia, o di ciò che mancava da essa, se i miei occhi non riuscivano a superare lo stato di apertura in fessura; sempre di quella bottiglia la colpa dei suoni distorti che udivano le mie orecchie. Distorti sì, ma ugualmente fin troppo chiari.
    La guerra era iniziata.
    Quella cosa strana che gli uomini fanno quando non sono abbastanza saggi per raggiungere accordi.
    In quel momento pensai alla bellezza di un bacio. Non uno qualsiasi: quello che divideva la pace dalla guerra, quella bellissima creatura da me. E in quel drammatico momento non potevo fare altro. Dovevo pensare a lei, al mio timore di rivederla, alle sue dita intrecciate alle mie, al tradimento che tutto ciò comportava; alla possibilità che potessi innamorarmi troppo. Dovevo starle lontano, almeno fino a che non avrei avuto le idee più chiare, mi dissi.
    Era il periodo in cui i balconi erano tempestati di bandiere arcobaleno, in cui le manifestazioni fioccavano copiose.
    Io ero là. Non da illuso. Non da ingenuo. Tutti sapevamo che non eravamo noi a fare la differenza. Non erano quelle scuole occupate, non quelle bandiere, non quel correre avanti e indietro come matti, non le dichiarazioni rilasciate a televisioni e giornali, non la libertà di caricare cilum in aula magna.
    Tutto questo non bastava. Noi volevamo dire la nostra: volevamo dire che quella guerra ci faceva schifo, come ci fa schifo ora.
    Ma soprattutto volevamo esserci, perchè qualcuno deve pur esserci: sempre.
    E noi c'eravamo, Io c'ero. Come i veri eroi.
    Io ci credo.
     
    Ma sono davvero 20? Perchè io me ne sento molti di meno
    March 19

    Partendo dai punti fermi dei giorni passati

    A quella domanda avrei mentito per forza; e poi aveva quel fastidioso chè di retorico. Non cattivo, anzi poteva sembrare persino dolce. Ma rimane il fatto che era una domanda stupida.
    Avevo pensato che sarebbe stato meglio non andare. Ma ho grande rispetto per le routine e le sfilate di moda.
    Ma a dire la verità avevo pensato che non avrei mai più fatto nemmeno quello che sto facendo ora, e invece.
     
    Iniziavano sfoghi settimanali lasciati in sospeso.
    E da allora ad oggi alcuni momenti incomprensibili, tanto intenso studio dovuto agli esami ed SMS con risposte ritardate.
    Tremende paure di errori non commessi eppure interpretati. Orribili presagi di quel tormento lunatico che fu la causa principale dei miei antichi versi. Martirio tributario. Pegno da pagare a me stesso.
    Una metastasi di idee si spande viva fino alla più lontana cellula del corpo.
    Non c'è aria in questa stanza.
     
    Le sospette relazioni amichevoli; le indecifrabili ispirazioni di novità.
    Terra ferma nel triangolo delle Bermuda.
    Nebbia a banchi.
    Attuale connessione. Terminata all'istante; forse.
    Ripartono i dubbi che portano la mente verso città amorevoli. Verso tutti coloro che le stanno per abbracciare. E al suo amore ricambiato. E al di colei odio.
    Manca il fiato.
     
    March 15

    Postulati di felicità universale

    Non esistono altre possibilità. Non altri modi.
    O forse sì?
     
    Tutto inizia sempre nella stessa magnifica routine di salite e discese che non hanno un valore estrinseco: è tutto dentro di noi!
    Anzi no, oggi arrivano prima campanelli d'allarme che danno gioia a due persone e imbarazzo a cellulari senza credito.
    Poi il procedere solito, e tutto ciò che alza il volume dela voce non importa.
    Resta il bello, perche lo scopo è la felicità. Rimandi continui al tema supremo.
     
    E se ci fosse un altro modo
     
    Amore come via d'uscita all'alienazione dal taylorismo della cattiveria.
    Amore come quella cosa che si può provare solo in 2. Finisce in fretta?
    Si capisce il perchè le tante ore, i giusti minuti, i pochi secondi trascorsi inutilmente a pensare ad alternative mi giustifichino.
    Quel silenzio è figlio di quei pensieri ed anche di altri antichi più belli e desiderati; passati di manette e scelte istintivamente ricorrenti.
     
    Cinico, Sadico, Disinteressato.
    Non esistono altre possibilità. O forse l'amore?
    March 11

    Abbiamo già fumato!

    (Deliri conversati in cartaceo tempo di studiate sofferenze)
     
    Di: d'ora in poi comunichiamo sul foglio!
     
    Di: ho voglia di fumare una paglia
    Elle: credevo un pacchetto
     
    Di: che quartetto!!
    Di: avrei paura a scegliere
    Elle: io prendo quella che scarti
    Di: squillo a (xbashfulx)?
     
    Di: fanno + casino di noi 2
    Elle: un tot!
    Di: basta ridere che subito alza gli occhi!
    Di: che figa
    Elle: mentre scrivevi lei leggeva!!!
    Di: meglio!
     
    Di: 347yyyyyyy  Elle: 329zzzzzzz - 347kkkkkkk
    Di: andiamo a prendere un caffè?
     
    Elle: forse (xBSx) nn studia st. d. arte ma solo storia!
    Di: credo che se non me lo dicevi non avrei dormito stanotte!
    Elle: ti capisco!
    Di: cmq mi sono innamorato....  Elle: di (xnapx)?
    Di:                  ovvio!
     
    Elle: sì, ha le lenti
    Di: meglio gli occhiali cmq.  Elle: OVVIO!!!
     
    Di: non ascoltare quello che dicono..
    Elle: è durissima. non ci riesco
    Di: io non sto studiando un cazzo.
    Elle: a chi lo dici... ho letto 3pg e non mi ricordo neanche i titoli
     
    Di: mi ha sorriso!
    Elle: 6 venuto?
    Di: 2 volte
    Di: scusa = 3
    Elle: 10min: doccia, paglia, caffè, e giro col cane
     
     
    Elle: anche oggi ha le lenti
     
    Di: non riesco a non guardare (xTWx)
    Elle: io ieri ce l'ho fatta e sono riuscito a studiare, potrebbe essere un incentivo
    Di: si vede che sono + cretino di te.  Elle: o + scemo!
     
    Di: belli quei 3 lì insieme
    Di: fear of the dark
     
    Elle: mi sono innamorato
    Di: dello (xblackx)?  Elle: certo
    Elle: meglio di (xTWx)!
    Di: stamattina non ti vedevi allo specchio, ora preferisci lo (xblackx)... mi fai quasi paura.. collirio?
    Elle: piuttosto del collirio mi rimangio tutto
     
    Di: silenzio stampa..  //  Elle: meglio che tu non senta ciò che sento io
    Di: no. scrivi. mi interessa _ sono sordo..
    Elle: (xTWx) mi ha guardato. poi ha guardato te e ha detto a (xBSx) qlc che non ho capito bene ma riguardava il fatto che è arrivato il tipo  Di: magari il tipo ne vuole da te. è affascinante.  Elle: xò x me può anche morire!!!!!!!!!
     
    Elle: mi ha pestato i piedi 2 volte, non laverò mai queste scarpe
     
    Di: non mi ricordavo xchè lei è (xBSx).. ora me lo ricordo
    Di: non c'è gara con lui lì.
     
     
     
    Elle: (xTWx) ha un gatto o è caduta? (polso destro).
     
    Di: l'hai fatta ridere..
     
    Di: non posso affacciarmi x guardare il polso
     
    Elle: sì sì, vero --> bel lato B (xTWx)!
    Di:                            lato C
     
    Elle: (xBSx) ha delle mutandine che hanno stabilito la fine della mia giornata di studio!!! i miei pensieri sono definitivamente indirizzati... nella direzione sbagliata!!!
    Di: me le sono perse. però fai schifo.
    Di: pensa a (xschifox) e vedrai che ti torna voglia di studiare...
    Elle: mi viene da piangere!!! cmq sono nere con disegnini fantasia e soprattutto trasparenti
    Di: immaginale addosso a (xschifox)!
    Elle: anche quelle della (xtonsillex)!!!!!!!!
    Di: sei a pezzi => oppure mi devi avvisare prima.
     
     
    Di: ci sono i tipi che sono a fumare che stanno squadrando (xTWx) e (xBSx)
    Elle: sono a livello (xschifox)
    Di: poverini... cosa ti hanno fatto di male?
    Di: o essere come (xschifox) significa andare con (xBSx)
    Elle: voglio morire
     
    Elle: oggi (xTWx) parla da sola... se vuole la ascolto io!
    Di: glielo volevo chiedere anch'io prima.
     
    Di: comunque (xBSx) gran culo ma le tette le ha lasciate a casa?
    Elle: un po' anche questo mi ricorda la (xlovex)!... purtroppo
     
     
    Elle: rispetto. come per gli amici che fanno fioretti: pronti ad essere frantumati dalla debolezza.
     
     
    Elle: (xBSx) sta mandando via il tipo
    March 04

    Come in tempi di lacrime e bip

    Erano telefoni diversi. Erano momenti diversi. Erano litigi diversi.
    Sono bei tempi.
    La pausa di un sogno appena iniziato; incurante degli anni che si sono aggiunti sulle spalle.
    Strano che nel momento di massima cattiveria della mia vita io senta la necessità di piangere. E non ci riesco mai.
    Le decisioni che sono portato a prendere sono troppo difficili e non dipendono mai da me nell'ultima parola.
    Vampate di calore.
     
    Il rischio, ancora, di fare saltare qualcosa di bello.
    Pochi giorni sono passati dalla paura della mia foto.
    Le incomprensioni possono essere appianate, credo. Io lo voglio.
    Sono tante le cose che vorrei.
     
    Quella sensazione di inadeguatezza che mi prende di fronte alle situazioni marginalmente più centrali.
    Somatizzate le ferite del tempo potrò urlare.
    Cosa urlerò lo stabiliscono le sfere di cristallo.
    O soltanto chi saprà leggerle.
    February 24

    Dentro (a Giulia)

    E non te lo togli più.
    Ormai i cancelli sono accostati, non si passa.
    Sono scelte che fai perchè un po' ci credi. Bei discorsi, di quelli da tutti in piedi, di quelli che gli applausi escono dalle orecchie troppo affollate.
    Ma i numeri dicono che non hai cambiato un cazzo. Solo i burattini, i militari, gli amici. Quelli ce li avevi già.
    Bollato, e lo rimani per sempre, il sangue non si lava; falsopiano.
    Bollato.
    Ma non pensi alle macchine del tempo per cambiare gli esiti.
    Vuoi tenerti gli applausi.
    E rifaresti tutto uguale per quegli applausi, perche sei incazzato!
    Sei incazzato per forza perchè se non sei incazzato fai volontariato alla croce rossa, non politica.
    E ti piace la tua rabbia, la tensione che ti crea.
    Spingersi sempre oltre.
    Sadico fino al midollo.
    February 19

    Momenti di momentana malinconia marginale

    Facce appese.
    Uno non se lo aspetta, avevamo appena finito di dire che stava andando tutto bene.
    Bene il cazzo!
    La colpa a qualcuno deve pure essere data.
     
    Io però mi ritrovo in un mondo non mio, un mondo che mi rende triste, perchè vedere un amico abbattuto mi crea vuoti all'intestino che non si riescono a colmare col cibo. Poi ho la bruttissima tendenza del voler analizzare logicamente cause, processi, conseguenze. Ma di logico non c'è proprio un bel niente.
    E finita l'analisi si pensa a cosa si possa fare; ma che posso fare io? come posso?
    Non arrivo a nessuna soluzione: un po' perchè certe vicende continuano lasciarmi allibito, non meno di quanto mi lascerebbe senza parole il vedere il sempre citato asino che vola; un po' perchè mi trovo impotente di fronte a tristezze che ho provato anche io in passato, un passato che non ero in grado di aggiustare per me e che mi sono promesso di voler seppellire per un bel po' di tempo almeno.
    Vorrei fare qualcosa ma in certe situazioni è meglio che gli attori protagonisti recitino la loro parte e le comparse si limitino a fare le comparse. E poi per ottenere cosa? La mia parola conta come le piogge monsoniche nel deserto australiano. Potrei realmente concedere il più grande potere a colei che non sono più sicuro meriti di essere difesa.
    Purtroppo il mondo non è meraviglioso.
     
    L'unico consiglio che mi viene è quello di non seguire mai i miei consigli, anche se nulla nel quale credo di più potrai mai sentir uscire dalle mie labbra.
    Ma sono un comune mortale, e mi auguro sinceramente di fallire.
    Posso fare solo questo: quello che da sempre ho creduto di saper fare bene. Scrivere. (ci sono altre 2 cose che ritengo di saper fare bene ma le lascio alle sensazioni altrui).
    Il conforto non è qui, lo so! E nemmeno in Oscar Wilde.
    E non ci sarà bisogno di fare l'attore; ma solo di aprire gli occhi e mostrarli a chi non vuole capire.
    Questo posso fare.
    February 17

    Premi Seminario

    Abbandono per un po' la mia solita prosa per poter rendere grazia a quella meravigliosa istituzione che è il seminario.
    Ne approfitto per ringraziare il creatore dei premi seminariali: Fabio Cremonini, ovvero il coordinatore di tutti i gruppi aperitivo.
     
    Premio scherzo dell'anno: Giacomo Gullo.
    Uno scherzo vecchio come mia zia (ovvero lo scherzo della zia ballerina), ma qualcuno ancora ci casca. Il malcapitato? Fanny Fanara. Ma ne avete mai sentito parlare? Se la risposta è no andate a chiedere a Giacomo se sua zia fa ancora la ballerina.
     
    Premio sparring partner: Frappa.
    Perfetto partner nella scherzo della zia ballerina. Geniale.
     
    Premio sfigato: Matte.
    Arriva al seminario con il ginocchio scassato e dopo le sfighe lanciategli da Alex e la Sara riesce a ribaltare il suo beauty prevedendo con qualche secondo di anticipo che si sarebbe rotto il dopobarba mettendogli fuori uso tutto il contenuto del beauty e lasciando nella nostra stanza un permanente odore di dopobarba.
     
    Premio portasfiga: Alex Vezzelli.
    Augura tutte le sfighe possibile a Matte che non aveva certo bisogno di ulteriori sfighe.
     
    Premio ufo: Spada.
    Anche lui casca nello scherzo della zia ballerina ma la vittoria del premio dipende dal semplice fatto che sia nato!
     
    Premio sbocco: Giovanni Serafini.
    Ha vomitato sangue ben 3 volte ieri sera. Ha lanciato il proprio vomito avvolto in un burazzo. Ha rivomitato al ritorno. No straccio no party. Prima sbronza... vita rovinata!
     
    Premio figa di legno: Giulia Morini.
    Dopo la parentesi negativa del seminario di Rimini (dove il premio era stato vinto dalla Fru) torna a vincere il premio che le si addice di più.
     
    Premio zerbino: Iuri Fontana.
    Trattato come al solito. Più un paio di stronzi :-) che hanno fatto di tutto per infierire. Noi volevavo farlo per il suo bene, ma non è servito. In lacrime.
     
    Premio uno di noi: Matteo Montorsi o Montanari.
    L'ennesimo al quale è fallito il "Piano A"; ovvero l'ennesimo che non è riuscito a entrare nelle grazie della Giulia. Massima solidarietà!
     
    Premio delusione: Fanny Fanara.
    Dopo aver inspiegabilmente stracciato nel mio corridoio è riuscito a farsi scaricare in meno di 5 minuti, mentre ballava, da una tipa che gli avevamo impezzato Tommy ed io. E al momento degli insulti mi dice che ci è rimasto in mezzo con la Di Padova (che nel frattempo si dava un sacco da fare con un altro)! Con la Di Padova? Cosaaa?
     
    Premio cabò: Leonardo Pastore.
    Da dirigente quale è boicotta il comitato nazionale del PD e si rende protagonista del seminario, sia dimostrando di essere un quasi giocatore a calcetto sia animando da vero mattatore le serate.
     
    Premio segna sempre lui: Giulio Guerzoni.
    Infallibile. Ha portato una coppia sull'orlo della crisi riuscendo ad elevare leggermente il livello di Rimini (ma senza avvicinarsi troppo a Naomi Campbell).
     
    Premio disorganizzazione: Giorgio Zippo.
    Prima fa fallire il gruppo universitario che doveva iniziare a pensare alla SUA campagna, poi si rende irriconoscibile nello sbagliare una quantità impressionante di gol solo davanti al portiere. Anima la serata come solo un vero Zippo sa fare, ma non incide dove lo abbiamo sempre visto protagonista. Sognatore.
     
    Premio sportività: Federica di Padova.
    Vincitrice morale del terzo tempo.
     
    Premio miracolato: Max Morini.
    Ha scommesso sull'ennesimo pacco che avrebbe tirato la Giulia. Ma la posta in gioco era molto alta: "Se la Giula stasera la da io non scoperò mai più". Scommessa facile però!
     
    Premio gorilla: Lollo Ravazzini.
    Arriva ed entra in albergo dalla finestra della camera di Maury e della Sara. Balla come un Dio regalando emozioni al Vanity. Collabora col primo tentativo di piano B. Non finisce qui!
     
    Premio sadismo (+ premio animatore della serata): Luca Graziosi.
    Ho veramente dato il meglio di me. Ho portato all'esasperazione Iuri (fino a vederlo piangere), ho impezzato una tipa per Fanara, ho convinto Spada che la Giulia ne voleva da lui, istruito un pischello sulla preziosa arte di trarre beneficio dalle disgrazie che si riescono a suscitare negli altri, sono finito sul libro nero di Richetti; per poi finire la serata giocando a Ping Pong fino alle 5 e mezza.
     
    Premio piano B (+ premio animatore della serata): Tommaso Fregni.
    Il miglior alleato possibile nel trasformare un ritrovo di boy scout in un vero seminario. Porta la Giulia nel suo classico stato di ubriacatura inconcludente e la convince a provarci con l'ultimo malcapitato che rimane con le palle in mano come tutti prima di lui (noi compresi, azz).
     
     
    *Magari aggiungerò nei prox giorni altri premi che al momento la mia mente annebbiata non riesce a formulare!
    February 14

    Piccole ricompense

    Se non fossero momenti lenti, istanti nei quali non posso far altro che desiderare una fragilità degli spigoli, attimi di imperscrutabile assenza di carenze emozionali, allora direi che sono pervaso da euforia.
    Nonostante tutto. Nonostante risuoni come un comando.
    Nella totale apatia per relazioni che avevo abbandonato, un po' per le spese che comportano, ma soprattutto per un carattere asettico di carenza del comburente fondamentale.
    No, non è la birra.
    Calcolo le pause, valuto i cauti respiri, mi prendo gioco di chi non mantiene il passo.
    Poi penso.
    Penso.
    Ancora; non ho intenzione di provare quella spossatezza che pervade le ossa rachitiche che non ho più, scosse da buche piane, da moquettes pulite, da tuonanti rimbombi di passione.
    Spicco il volo.
    Prima. Molto prima che qualcuno provi a sferrarmi quel cricco che possa portarmi ad oscillare dal bordo dei due burroni che mi circondano.
    Mi aggrappo alla concezione numero sette, quella che non ho. Credo.
    Perchè non la voglio. Scomoda. Pizzica.
     
    Mi vesto in fretta per essere in anticipo.
    Compio sforzi sovrumani perchè credo nella disciplina.
    Con la capacità di volare non ci sarebbero dubbi sull'avvento, ma l'impossibilità dell'effetto sorpresa sbriciola l'ormone portatore dell'inchino.
    Tramite voi.
    Perchè io prendo rivincitè diverse.
    Tutto può attendere.
     
    Non governare! Decidere. Questo fa il capo del Mondo.